Cucina

La rivincita del panino: tutti li vogliono e ad ognuno il suo

panini

Quasi da sempre, almeno nella cultura culinaria italiana, i panini hanno rivestito il ruolo del pasto frugale, il pasto di quando non si ha tempo di sedersi e mangiare come tradizione comanda.

E invece le cose sono cambiate radicalmente negli ultimi anni, complice anche l’arrivo delle grandi catene del panino anche in Italia, che si sono diffuse capillarmente su tutto il territorio nazionale.

Il panino assume una nuova dignità e diventa per milioni di italiani un presidio del gusto: sì, perché i panini sono cambiati radicalmente negli ultimi anni e oggi non sono più il pasto frugale di cui sopra. Sono un concentrato di gusto, di ingredienti spesso ricercati e di ricette che oggi vengono gustate, con buona pace del sovranismo alimentare, indifferentemente da Hong Kong a Toronto.

Carne sì, ma sempre e soltanto di qualità

Scende però l’appeal dell’italianissimo affettato, che spesso, almeno nella sua versione a buon mercato, è un prodotto trattato alla buona e non sempre realizzato partendo da materie prime di qualità.

Sull’affettato poi si è abbattuta la scure dello studio pubblicato da Lancet, che ha dichiarato gli insaccati come ufficialmente cancerogeni.

Ed ecco che dunque si “ripiega”, se così vogliamo dire, sul prodotto fresco. Un prodotto in grado di offrire tantissimo, se cucinato al momento e se proveniente da allevamenti controllati e di qualità.

Posizione sulla quale si sono allineati anche i grandi marchi del fast food, che oggi, almeno per i prodotti commercializzati in Italia, hanno deciso di proporre soltanto carni provenienti da allevamenti italiani.

Il gusto della scelta

Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni è stata un’enorme proliferazione di panini di tutti i genere e di ogni sorta: con la carne, con il pollo, conditi come ciascuno, in cuor suo, preferisce.

E non possiamo che imputare parte dell’enorme ritorno di fiamma del panino anche a questa incredibile gamma di prodotti, di condimenti e di ricette: perché nell’era del custom, nell’era nella quale un po’ tutti vogliamo sentirci speciali, ognuno ha diritto al suo panino.

Diritto che le migliori catene del food sono più che contente di soddisfare. Il risultato è un panino onnipresente, dai contesti più economici dei fast food alle grandi sale dei ristoranti stellati, magari lì preparati con ingredienti estremamente ricercati.

Chiamarlo panino è un ingiustizia

Il panino moderno dovrebbe forse cercare di cambiare nome. Perché quando è nella versione americana di hamburger rappresenta a tutti gli effetti un pasto completo, racchiuso in pane morbido.

Così come sono dei pasti completi tanti altri panini che arrivano da altre parti del mondo e che sono riusciti a sfondare, non senza qualche fatica, anche dalle nostre parti.

Pratico, buono, veloce: cosa volere di più per un pasto?

Parte del successo è dovuto, non vogliamo girarci intorno, anche all’enorme praticità del panino in una società sempre più frenetica, dove i tempi per un pasto completo, seduti, non si riesce sempre a trovare.

Riuscire a consumare un pasto gustoso, caldo, ricco di ingredienti e di condimenti in pochi minuti è sicuramente un vantaggio. Ma non chiamatelo ripiego: oggi il panino è davvero una scelta consapevole di chi pensa al gusto senza badare troppo alla tradizione.