WEEK END NEL SOUTH WEST QUEENSLAND

…le ragazze saltino sulla jeep bianca, perfavore!…, ha urlato Stephen.

Da quelle parole in poi ho cominciato ad invaghirmi senza tregua dell’autentico paesaggio australiano rurale, desertico e selvaggio. Nonostante il New South Wales sia una regione aspra, accidentata e poco abitata, le distese di terra rossa, gli orizzonti infiniti e l’immenso cielo azzurro decorato da nuvole difficili da inventare, ubriacavano il mio sguardo. Ho abbassato il finestrino e ho lasciato che quel tragitto, vissuto come una pellicola proiettata gratis, impressionasse di immagini ventilate e veloci i miei occhi, in filo diretto con la mia mente e con la mia anima. Stavo pian piano scoprendo una parte nuova della “palla mondo” e lasciavo che questo avvenisse senza oppormi all’entusiasmo esagerato, penetrante, invasivo e infantile che, in questi casi, prende il sopravvento su di me. I canguri, in coppia, saltellanti ed eleganti, ci attraversavano la strada senza timore, le aquile audaci si nutrivano, come avvoltoi, delle carcasse di animali investiti per strada e gli emu, questi simpatici pennuti di 2 metri, incapaci di volare, zampettavano indisturbati portando in giro le loro lunghe piume vellutate.

Vita aussie

I 150 km percorsi per raggiungere la fattoria non mi avevano risparmiato emozioni. Ma il week end si è rivelato più generoso del previsto. A superare le mie aspettative il rapporto con lo staff locale australiano: Peter, Bryan, Gary e Rich. Da sempre dipendenti di Stephen, dedicati ad una vita nei campi, hanno cominciato a raccontare aneddoti esilaranti, mettendo in mostra le loro attitudini e esaltando nello stesso tempo le nostre capacità e l’impegno con cui c’eravamo applicate nei 3 giorni precedenti.

Sognare

La campagna, il cielo stellato, il barbecue all’australiana, il vino bianco, le chiacchiere sciolte, i racconti leggendari sulla popolazione locale, inondavano di calore confidenziale una serata trascorsa oltroceano eppure priva di distanze. La semplicità di un brunch in campagna e una sbornia nel pub più caratteristico della zona hanno arricchito una domenica già nuova e inebriante. Chiusa col tramonto dietro a una vegetazione caotica e selvaggia.

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