ITALIANI IN MESSICO

( 1795 – 1853 )

Nacque a Parma dal conte Giovanni e da Giuseppina Nandin. Molto Giovane si arruolò nell’esercito francese. Prese parte alle campagne napoleoniche, quella di Russia nel 1812, e quelle di Germania nel 1813-1814. Fu presente alla battaglia di Waterloo. Successivamente si arruolò nell’esercito di Luigi XVIII con il grado di Tenente nel Reggimento dei Granatieri della Guardia Reale. Lasciò l’Europa verso il 1820 e venne in Messico arruolandosi nell’esercito Trigarante. Combattè a Cordoba, prese parte all’assedio di Veracruz in cui fu ferito, alle operazioni militari di Puebla e della capitale del Viceregno. Il 15 settembre fu nominato capitano ed un mese dopo comandante di uno squadrone di cavalleria. Nel 1823 si unì al movimento del Plan di Casa-Mata contro Iturbide. Durante il governo del “Supremo Poder ejecutivo” gli venne affidato il comando di un corpo scelto “I Granatieri a Cavallo” con il quale aderì alla rivoluzione detta di Lobato (27-28 gennaio 1824) rivoluzione che venne soffocata dalle forze fedeli del Supremo Poder ejecutivo. Fu arrestato e condannato a morte da un consiglio di guerra. Per l’intervento della moglie Eleonora Tolsà, figlia del noto scultore valenziano, Manuel Tolsà, che riusci a persuadere Guerrero ed il corregidor Domínguez, fu esiliato a Nueva Orleans,. Pochi mesi dopo rientrò in Messico per effetto di una amnistia. Nel 1825 fu nominato aiutante del generale Josè Figueroa, comandante generale degli Stati di Occidente, contribuì alla pacificazione dello stato di Sonora.

Nel 1826 ritornò a Città del Messico e fu assegnato al comando del 6º Reggimento di Cavalleria. Chiese un congedo illimitato, ma quando nel 1829 sbarcò nelle coste messicane la spedizione spagnola di Barradas nel tentativo di rioccupare la colonia perduta, Stavoli fu presente alle azioni militari quale aiutante del generale Antonio López di Santa Anna. Con due cannoniere cattura una imbarcazione nemica; successivamente partecipò all’assalto del Fortìn della Barra. Per il suo brillante comportamento fu nominato tenente colonnello e fu scelto a portare, con altri tre ufficiali le bandiere catturate al nemico, a Città del Messico. Durante la sollevazione di Jalapa del generale Bustamante rimase fedele al governo del Presidente Guerrero. Si congedò dall’ esercito e si ritirò a vivere a Tampico dove si dedicò al commercio ed impartì lezioni di scherma agli ufficiali della guarnigione. Nel 1832 si unì al movimento rivoluzionario contro il Vice-Presidente Bustamante e prese parte alla battaglia del Gallinero. L’anno successivo fu nominato comandante militare del porto di Matamoros. Nel 1834 nominato colonnello prese parte alla rivolta contro il generale Arista. Nel 1840 si dimise dall’ esercito, ma nel 1846 chiese di essere riammesso per combattere contro l’ esercito statunitense. Fu nominato aiutante del generale Santa Anna: si distinse nella battaglia dell’Angostura per cui fu promosso generale. Combattè nel Cerro Gordo e si distinse nelle operazioni militari della Valle del Messico. Nel 1851 fu trasferito a Oaxaca quale 2º comandante della zona militare. Ivi morì di colera nel 1853. Lo storico di quello stato Iturribarria parlando del generale Stavoli afferma che dal 1849 era propietario con il dottore italiano Salvatore Marcucci di due miniere d’ argento e d’ oro, una nota come la Purísima, l’ altra di San Pietro e San Paolo da cui estraevano abbondante minerale. Il Marcucci, lucchese come Ghilardi, prese parte alla guerra di Reforma e per il suo brillante comportamento nella lotta contro i conservatori fu promosso colonnello nel 1859, grado che gli confermò nel 1851 il Presidente Juárez. Al momento della invasione francese era direttore dell’ ospedale di San Giovanni di Rio di Zacatecas, città dove morì nel 1864.

Antonio Peconi