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di Davide Lisetto

PORDENONE – Respinta al bando di concorso per un lavoro nel Comune di Pordenone perché la documentazione presentata (e fornita dall’Inps) non è stata ritenuta valida. E così che Loretta Del Tedesco, ventisettenne di Fontanafredda, costretta sulla sedia a rotelle dalla nascita a causa di una gravissima patologia infantile, si è vista passare davanti agli occhi l’opportunità di avere un lavoro. Una storia di malaburocrazia che vede la giovane – laureata in Filosofia all’Università di Trieste – a distanza di sette mesi dall’effettuazione della visita obbligatoria per l’inserimento nelle liste di collocamento delle persone svantaggiate (legge 68 del 1999) ancora senza il certificato che dovrebbe attestare il suo stato di disabilità dalla nascita.

«Mi è stato spiegato – racconta la ventisettenne – che il documento deve arrivare dall’Inps di Roma poiché, oltre alla commissione provinciale, deve passare il vaglio di una seconda commissione centrale. Intanto, però, io avevo presentato la domanda al bando di concorso con un documento provvisorio che l’Inps locale mi aveva fornito in attesa del verbale definitivo. Bene, il Comune di Pordenone mi ha risposto con raccomandata che la mia domanda era stata respinta perché il documento da me presentato non è valido».

L’incredibile vicenda ha inizio nell’ottobre dell’anno scorso quando la giovane si sottopone alla visita negli ambulatori dell’Inps provinciale. Le viene detto: «Il verbale le arriverà da Roma». Circa un mese dopo esce il bando di concorso in Comune per un posto di addetto contabile con scadenza 17 dicembre. «Alcuni giorni prima della scadenza del concorso – ricorda la giovane – non avendo ricevuto risposta mi sono personalmente recata negli uffici dell’Inps. Mi è stata consegnata una copia non definitiva del documento relativo alla visita con l’assicurazione che l’incartamento era idoneo. Così ho inoltrato la domanda al municipio». Tutto bene, domanda consegnata in tempo – pensa la giovane laureata – non resta che attendere. Neanche per idea: il 14 marzo scorso il Comune invia la raccomandata comunicando l’esclusione dal bando. «Quando ho aperto la lettera – è lo sfogo della giovane – ho provato solo tanta rabbia e indignazione. Al di là dell’essere disabili, vedo che i giovani vengono penalizzati nelle loro opportunità a causa di lungaggini burocratiche. E questo non è giusto».

Ma non è finita. Trascorsi quasi sette mesi dalla visita il documento romano non è ancora arrivato. E così Loretta è iscritta nelle liste di collocamento con “riserva”. «Questo significa – aggiunge sconsolata la ventisettenne – che non possono propormi alcuna opportunità di lavoro e non posso partecipare a nessun concorso».

Mercoledì 06 Aprile 2011 – 14:30 Ultimo aggiornamento: Giovedì 07 Aprile – 14:37

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