Chiesa di San Francesco d’Assisi di Terni

Visita

La zona centrale della facciata presenta un grosso rosone e un timpano forato anch’esso da un oculo e decorato da archetti pensili di gusto romanico. Il portale centrale è un elemento di spoglio di epoca tardo romanica. Il portale di destra è stato aggiunto nel 1532 e presenta in alto il monogramma di Gesù propagandato dal francescano Bernardino da Siena (1380-1444), il quale visitò più volte la città. Quello di sinistra è stato aggiunto presumibilmente in epoche successive e presenta lo stesso disegno del precedente, ma con lo stemma francescano delle braccia intrecciate. Entrando da questo portale, sulla destra del muro d’ingresso è la rara immagine del Beato Simone dei Camporeali dei primi decenni del sec. XV. Il Beato faceva parte del primo nucleo di francescani lasciati a Terni da Francesco, vissuto in completa adesione alla regola del fondatore che, nell’affresco, tiene tra le braccia. Entrando in chiesa, ancora sulla destra, è l’affresco che raffigura Cristo e la Chiesa del sec.XV. Percorrendo la navata centrale sul primo pilastro a sinistra compare un frammento di affreschi votivi che confermano l’esistenza di una ricca decorazione. Procedendo verso l’altare sulla sinistra è il pulpito dal quale predicarono molti esponenti dell’Ordine dei Minori tra i quali S.Giacomo della Marca (+1474), anch’egli più volte a Terni. La sua presenza portò frutti di riforma morale e la sua oratoria denunciava i vizi che aveva osservato in città con una minaccia apocalittica che lasciava impressionati. Uno dei tanti uditori era anche Monaldo Paradisi il quale voleva decorare la cappella destra del transetto con affreschi che altro non potevano essere se non la traduzione pittorica di uno dei tanti sermoni del santo. Si chiama quindi Bartolomeo di Tommaso, anch’esso rimasto attratto dall’oratoria del frate a Foligno, e gli viene dato l’incarico di dipingere un Giudizio universale. La parete sinistra immagina la seconda venuta del Cristo che risuscita gli uomini, introdotti dagli angeli al cospetto del Giudice, che è raffigurato nella parete centrale con accanto la Vergine, i Patriarchi e angeli in numero di tre: Virtù, Dominazioni e Potestà. Nel registro inferiore San Pietro dischiude la porta del Paradiso a coloro che sono stati giudicati degni di entrarvi. E’ circondato dagli Apostoli sotto ai quali è San Michele che placa la ressa dei Santi divisi in uomini e donne, che sono accorsi all’apertura della porta per vedere il Cristo. Nella parete destra, gli angeli, con lunghe spade, precipitano i condannati all’inferno dove satana, di enormi dimensioni, le afferra e le maciulla. Altri diavoli si preoccupano di infiggere le più aspre torture. Si prosegue verso il presbiterio dove è l’altare maggiore, la cui struttura risale al sec.XV ed è composto di colonnine e cornici decorate con un gusto classicheggiante. Nell’abside, aggiunta nel sec.XVI è una croce dipinta in olio su tavola dal pittore Milardi di Terni. Si tratta di una copia del Crocefisso di Giotto conservato a Rimini. Il tema della croce ci manda nella cappella sinistra del transetto, dove è conservata una particola della Croce di Gesù, donata da papa Sisto IV ad Alberico dei Camporeali che a seguito di eventi miracolosi, la pose alla pubblica venerazione nella chiesa. La reliquia era conservata nel cofanetto di avorio ed ebano, opera finissima della scuola degli Embriaci (sec.XV). Costituitasi una Confraternita dedita al culto della Croce, fu commissionato un reliquiario a forma di tempietto di scuola umbro-senese del sec.XV. La Confraternita si impegnò anche a costruire una grande cappella, ora sacrestia, e la fecero decorare con stucchi e affreschi con Storie della Vera Croce, nel 1575 da Sebastiano Flori da Arezzo, pittore manierista discepolo di Giorgio Vasari. Attualmente in restauro una cappella dedicata a S.Bernardino da Siena, simile a questa, era dall’altra parte del transetto. Subì diversi danni a causa dei bombardamenti dell’ultima guerra e così fu abbattuta. Della decorazione si è salvata la tela ora appesa in sacrestia con l’Adorazione dei Pastori dell’orvietano Cesare Sermei del sec.XVII. Uscendo si avrà modo di soffermarsi davanti al monumentale Crocifisso in bronzo fuso a cera persa dello scultore Giuseppe Menozzi di Verona, dei primi del sec.XX. Questo monumento ricorda le migliaia di vittime civili di Terni cadute nel secondo conflitto mondiale.

Molte opere d’arte ora conservate nella Pinacoteca Comunale, erano state commissionate per la chiesa di San Francesco.

La più importante è la pala dei Francescani, completata nel 1485 dall’artista Piermatteo d’Amelia e che costituisce uno dei capolavori del Rinascimento umbro.

Giuseppe Cassio