Cheneil: Il Gioiello Della Valtournenche

Cheneil: una legge per salvaguardare o per snaturare il gioiello della Valtournenche

La Giunta regionale ha presentato, lo scorso 24 ottobre, un Disegno di legge recante il seguente titolo: “Interventi per la valorizzazione ed il recupero del patrimonio storico, architettonico e agro-silvo-pastorale della conca di Cheneil nel Comune di Valtournenche”. Il Disegno di legge, che pubblichiamo in questa pagina, è stato presentato come una legge di salvaguardia della località della Valtournenche che ha mantenuto caratteristiche di particolare pregio ambientale perché non raggiungibile con le auto.

La presentazione di una legge regionale speciale per Cheneil era necessaria, e l’iniziativa è quindi positiva, ma il contenuto di alcuni dei quattro articoli suscitano dei preoccupanti punti interrogativi. Sarà l’iter del provvedimento in Commissione e poi in Consiglio a sciogliere, speriamo positivamente, questi nodi.

Il problema di fondo su cui ruota tutto il dibattito su Cheneil riguarda l’opportunità o meno di costruire una pista carrozzabile che dalla zona di La Barmaz consenta di arrivare fino al pianoro di Cheneil superando un dislivello di 80 metri.

Si tratta di un percorso a piedi di pochi minuti, ma i problemi nascono per l’accessibilità delle persone che hanno difficoltà motorie e per il trasporto di merci di consumo quotidiano, in particolare per l’esercizio alberghiero che si trova sul pianoro.

La scelta opportunamente fatta dal Comune di Valtournenche con un’apposita variante al Piano Regolatore per la conca di Cheneil, definitivamente approvata nel 1997, è stata di escludere la costruzione di una pista carrozzabile o trattorabile, realizzando invece un ascensore inclinato per il trasporto delle persone e delle merci d’uso quotidiano, ed ipotizzando una teleferica in una località più discosta per il trasporto dei materiali ingombranti e di notevole peso come quelli necessari negli interventi edili.

Una parte dei consorzisti di Cheneil si è attenuto a tale impostazione, segnalando anche l’opportunità di rinunciare alla teleferica nel momento in cui ci potesse essere un sostegno all’utilizzo dell’elicottero per i trasporti di grande peso ed ingombro. Altri invece hanno rilanciato la costruzione della pista, scontrandosi tuttavia con una bocciatura da parte del Comitato Tecnico per l’Ambiente nella procedura di Valutazione di impatto ambientale.

Il Disegno di legge della Giunta regionale come si pone di fronte al problema? Apparentemente c’è un rifiuto della pista ed una conferma delle scelte del Piano Regolatore, in realtà la posizione è molto più ambigua.

Poiché gli interventi da fare a Cheneil sono chiari il Disegno di legge avrebbe potuto limitarsi a finanziare gli interventi già previsti: costruzione dell’ascensore inclinato, recupero edilizio, ecc.

Perché andare a prevedere un Accordo di programma come quello previsto all’articolo tre? Si tratta di una procedura complessa ed inutile. A meno che non si voglia modificare il Piano regolatore, perché allora sì che l’Accordo di programma servirebbe. E’ noto, infatti, che l’Accordo di programma, come sta succedendo a Courmayeur per la telecabina Colonne-Plan Chécruit, viene pretestuosamente utilizzato per introdurre Varianti sostanziali ai Piani Regolatori; varianti che altrimenti non si potrebbero fare senza una revisione generale del PRGC con adeguamento al Pianto Territoriale Paesistico.

Che cosa significa poi, all’articolo 2, “riqualificazione della viabilità rurale ed escursionistica esistente”? Ci può stare dentro un finanziamento alla pista carrozzabile?

Il testo del Disegno di legge è ambiguo, come sono ambigue le dichiarazioni degli esponenti della Giunta. Dichiara a “La Stampa” (23 ottobre 2002) l’assessore Carlo Perrin: “niente strade asfaltate, ma salvaguardia dell’esistente”. Già ma la strada “asfaltata” non l’ha mai proposta nessuno, facile dire di no a una richiesta che non esiste. L’assessore Perrin non giri intorno alla questione: è favorevole o contrario alla pista richiesta da una parte dei consorzisti ed in contrasto con il Piano regolatore?

E’ sperabile che questi aspetti ambigui e pericolosi vengano chiariti e che si faccia veramente una legge regionale semplice, immediatamente operativa ed utile per la salvaguardia e la valorizzazione di Cheneil.

Se invece fosse una legge per far arrivare autoveicoli a Cheneil e realizzare impianti di risalita, si determinerebbe un’azione di snaturamento di una delle poche località della Valle su cui non è ancora possibile fare un turismo diverso.